
Nov 10, 2024
Gratuito patrocinio: quando si può ottenere l’avvocato a spese dello Stato (penale e civile)

Nov 10, 2024
Gratuito patrocinio: quando si può ottenere l’avvocato a spese dello Stato (penale e civile)
Cosa dice la legge
La disciplina è contenuta nel D.P.R. 115/2002 (Testo Unico sulle spese di giustizia).
Può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato chi possiede un reddito imponibile ai fini IRPEF non superiore al limite fissato dalla legge (aggiornato periodicamente).
Il limite riguarda:
il reddito personale
oppure, nei procedimenti civili, il reddito complessivo del nucleo familiare convivente
Fanno eccezione alcuni casi in cui vi è conflitto di interessi tra familiari.
L’istanza deve contenere:
dichiarazione sostitutiva di certificazione
indicazione dei redditi percepiti
impegno a comunicare eventuali variazioni
Gratuito patrocinio nel processo penale
Nel processo penale l’ammissione consente:
difesa in ogni fase (indagini, dibattimento, appello)
copertura degli onorari dell’avvocato
copertura delle spese processuali
La domanda viene presentata al magistrato competente.
Un aspetto importante:
nel penale si considera solo il reddito dell’interessato, non quello del nucleo familiare, salvo convivenza con il coniuge.
L’ammissione può essere revocata se emergono redditi non dichiarati o superamento dei limiti.
Gratuito patrocinio nel processo civile e nel diritto di famiglia
Nel civile il meccanismo è diverso.
La domanda viene presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.
Nel diritto di famiglia il gratuito patrocinio è frequentemente richiesto per:
separazione giudiziale
divorzio
modifica delle condizioni
procedimenti sull’affidamento dei figli
procedimenti per assegno di mantenimento
Attenzione: nel civile si considera il reddito dell’intero nucleo familiare convivente.
Tuttavia, quando la causa riguarda diritti in conflitto tra familiari (ad esempio separazione tra coniugi), si considera solo il reddito del richiedente.
Qual è il limite di reddito?
Il limite è aggiornato periodicamente dal Ministero della Giustizia.
Per questo è sempre opportuno verificare l’importo vigente al momento della domanda.
Il superamento anche minimo può comportare il rigetto.
Quando il gratuito patrocinio può essere revocato
L’ammissione non è definitiva.
Può essere revocata se:
il reddito supera il limite
la dichiarazione è falsa o incompleta
la causa è manifestamente infondata
La revoca comporta l’obbligo di pagare le spese già anticipate dallo Stato.
Cosa non copre il gratuito patrocinio
Non tutto è automaticamente gratuito.
Ad esempio:
eventuali consulenze tecniche particolarmente complesse
spese non strettamente processuali
compensi per attività stragiudiziale non collegata al processo
È necessario valutare caso per caso.
Domande frequenti
Posso scegliere l’avvocato con il gratuito patrocinio?
Sì, purché sia iscritto nelle liste degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato.
Se lavoro ma ho un reddito basso posso accedere?
Sì, se rientri nei limiti previsti dalla legge.
Nel divorzio si considera anche il reddito del coniuge?
No, se vi è conflitto di interessi si considera solo il reddito personale.
Se perdo la causa devo pagare?
Non automaticamente, ma possono esserci conseguenze in caso di revoca o accertamenti successivi.
Conclusioni
Il gratuito patrocinio è uno strumento fondamentale per garantire l’accesso alla giustizia anche a chi ha risorse limitate.
Tuttavia, i requisiti devono essere verificati con attenzione, perché dichiarazioni inesatte o omissioni possono avere conseguenze rilevanti.
Lo Studio assiste nella valutazione dei requisiti e nella predisposizione dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, sia in ambito penale sia nel diritto di famiglia.
